Mondazzoli, anatema

Le reazioni alla nascita di “Mondazzoli” da più parti farebbero pensare che adesso improvvisamente moriranno come per una fattura maligna tutti i libri davvero buoni e nuovi (esclusiva unica degli editori indipendenti) che ancora sono dentro i cassetti, come per disintegrazione al momento della malefica firma che ha mancato di assassinare Adelphi confermando l’eccezionalità libresca di Roberto Calasso. Siamo spacciati, lettori, siamo spacciati. Diciamo pure addio alla qualità, alla creatività, alla bellezza e benvenuto al piattume, al calcolo del mercato, all’omologazione e a tutte queste orrende cose. Che noia: il monopolio nell’editoria italiana non inizia oggi, e poi, davvero pensate che si possa rinchiudere in un orizzonte così stretto e senza risorse ancora impensate la vita di un’opera vera, il miracolo di una comunicazione concepita dal singolo autore per le ostetriche mani del singolo lettore? Sarà anche più difficile metterli in contatto, con questa “novità”, ma non dimenticate, non dimenticate che nessuna manovra di mercato può dissuadere un narratore dal cominciare a scrivere e un lettore dal cominciare a leggere.

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