Indulgenza

Ieri, nel foglietto la Domenica che c’è sempre a messa, ho letto un riquadro intitolato “Indulgenza plenaria per i defunti”, che parla di acquisti e condizioni. Così: «Possiamo acquistare a favore delle anime del Purgatorio l’indulgenza plenaria (una sola volta) dal mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto il giorno successivo visitando una chiesa e recitando il Credo e il Padre Nostro. Sono inoltre da adempiere queste tre condizioni: Confessione sacramentale. Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo. Comunione eucaristica; Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice recitando Padre Nostro e Ave Maria. La stessa facoltà alle medesime condizioni è concessa nei giorni dal 1° all’8 novembre e al fedele che visita devotamente il cimitero e anche soltanto mentalmente prega per i fedeli defunti». Esercitando con difficoltà tutta la compassione di cui sono capace, alla fine ho pensato alla funzione consolatoria di tanta superstizione per molte persone, specie anziane, che trovano conforto in questi ricettari, merendine per una fede rimasta infantile: anche questa è umanità, mi sono detto. Rispetto invece all’esercizio millenario del potere che la Chiesa basa tutt’oggi sulla vicenda di un uomo ucciso per quello in cui credeva e che non ha mai voluto imporre niente a nessuno, sono uscito dalla messa pensando: chi dev’essere indulgente con chi?

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