Pellegrini

E se c’è una pellegrina sulla terra non è la chiesa coi suoi attici, dicembre che mi arrivi inaspettato, ma è Carlo a cui ho dato il mio giubbotto vecchio contro il freddo e poi mi ha detto vuoi un caffè, portandomi al bar non più vicino per camminarci dentro agli occhi, dove lui ha preso solo acqua – dico, vuoi una bottiglia grande – no, risponde, mezza minerale e la sorbisce dal bicchiere come un aperitivo dei migliori, che la tipa ha dato il resto a me ma io le ho detto no, guarda, ha pagato lui, il barbone con cui sono entrato poco fa. E se c’è una pellegrina sulla terra non è la chiesa coi suoi attici, ma è il nome della persona che ogni giorno sta a cuccia davanti al parco dei motorini, ha cinquantadue anni di occhi azzurri come un paradiso e dice, da quando mi sono perso me ne sto qui perché è un bel posto che se hai quella sensibilità ti può anche venire un’emorragia sentimentale e si sta bene, dice lui che sorride, a me: si sta bene.

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