Vangelo

L’etimo dice che significa buona novella, lieto annuncio, e il libro mette subito in chiaro chi siano i destinatari: tutti, nessuno escluso. Oggi il vangelo raccontava della adultera e della sua mancata condanna da parte di Gesù rispetto ai parametri della Legge, che invece aveva già consegnato la pietra a scribi e farisei. La buona notizia è: niente pietre! L’uomo non è più sotto la legge mosaica, non è più sotto nessuna legge, nessun sabato, nessuna pietra. L’uomo di Gesù è libero dalle catene che i fratelli impongono ad altri fratelli nel nome di Dio. Siamo tutti simili, compreso lui, che nella pericope giovannea scrive chissà cosa col dito per terra (fu la tentazione di scrivere una legge tutta sua? Vinta anche quella: non lasciò scritta una sillaba). Il nostro problema è che, invece di dire “simile”, si è detto “peccatore”. Se infatti il peccato legittimasse il dubbio di un benestare divino sullo schiacciare la vita di un tuo simile, l’annuncio sarebbe lieto solo per alcuni, pronti di nuovo con le pietre in mano a vestire l’uniforme, dei riti militari come di quelli religiosi. E nessuna letizia vera, cioè universale, sopravvive al passaggio da una legge a un’altra legge che generi l’ennesima asimmetria di ferro, l’ennesima mortificazione. L’annunciata mancanza di legge però, questa buona novella, è un guaio. L’uomo ha da sempre bisogno di una guida, e lo sanno i discepoli quanto dovettero insistere per farsi dettare da Gesù almeno una preghiera, accidenti, una formula corretta: gli altri ne avevano a palate, di formule e risposte pronte! A loro toccò solo la forma di un appello filiale e il comando di amarsi. La mancanza di una ricetta completa, di un riferimento che dica dove andare di notte e ci faccia distinguere nord e sud, lascia atterriti. Ma una bussola c’è ed è tutta in quelle due piccole indicazioni. Il cardine sempre nuovo da duemila anni, e mai utile come oggi, vaccino contro ogni dubbio se sottostare al giogo di una legge che millanti ispirazione divina, è la reciproca conoscenza, termine che in questo caso è sinonimo di relazione. Tutto qui. Anzi: qui, tutto. In altre parole, l’uomo è capace di mortificare dal pulpito, di uccidere in mille varianti un altro uomo solo perché non lo conosce abbastanza. Per reggere il peso della buona notizia, si potrebbe dire allora, dobbiamo iniziare a conoscerci davvero.

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