Una sciocchezza decisiva

La mia pecca più grave è forse quella detta eterna indecisione, benché l’eternità della stessa sia per fortuna circoscritta al minuscolo tempo della singola vita terrena, e non all’eternità della materia che i fisici dicono limitarsi a cambiare forma. Ad ogni modo, anche solo per la rarità dell’evento, e in forma di eccezione, annoto l’ultima decisione che ho preso, una sciocchezza ma pur sempre decisiva, nata all’alba di questo secondo anno di EsageratOre: non pubblicherò mai nulla nei giorni in cui ho già messo qualcosa l’anno scorso e così per gli anni a venire, finché non avrò raccolto un anno completo di prose, un’esagerazione per ogni giorno dell’anno. Allora chiuderò il blog. Roba grossa, lo so. Ma un blog a tempo determinato, un blog precario in fondo è quanto di più aderente alla qualità esistenziale della generazione a cui appartengo. E poi la prospettiva di una fine, di una conclusione, di una chiusura, dà certo più senso e valore alla piccola vita di qualunque cosa, al suo tempo e persino all’indecisione che attenta ai suoi giorni.

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