Empatia

I soccorritori della Gdf, leggo, hanno fatto cinque chilometri nella tormenta con ciaspole e racchette per arrivare all’hotel Rigopiano. Ho visto la foto di un edificio puntellato dopo il sisma, a Montereale, che fa sembrare di piombo la neve alta e compatta sul tetto. I camosci di Pescasseroli non hanno mai sentito l’Appennino tanto nervoso sotto gli zoccoli. La natura non se ne avvede, il sole di oggi è una carezza, le radici cospirano sotto la neve. Cosa mai ce ne faremo di questa volatile empatia è domanda che, insieme al resto e tutto ciò che riteniamo più prezioso e intimo di noi stessi, forse qui si disperde e si svilisce soltanto. Comunque, si ritiene certo che voli. E nessuno può farsene niente di ciò che vola, se non lasciarlo andare. Vai.

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