Omero

Oggi, in libreria, mi è tornata voglia di leggere l’Odissea. Sono andato allo scaffale con le mille versioni dei vari editori che la propongono e di tutte mi piaceva qualcosa, nel raffronto delle sole prime righe diverse, benché a lato dello stesso testo greco. Come decidere quale portare a casa? Davanti a differenze anche grosse mi sono chiesto dove fosse maggiormente Omero, se qui o lì, e mi pareva sempre di vederlo e non vederlo, e mi pareva che questo vedere e non vedere fosse alla fine il massimo a cui potremo mai arrivare. Come fossimo ciechi per metà e ciascuno di noi allora per metà Omero; per metà una storia che tutti conoscono, e per l’altra un puro vuoto inaccessibile alla scrittura ma essenziale per l’assestamento di tutte le varianti atte a descrivere la metà illuminabile. Per questo siamo tutti delle lune e il sole anche oggi, insostenibile allo sguardo, è rimasto sullo scaffale.

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