Il vostro giorno

L’etimo dice che la domenica è il giorno del Signore, ma se avete una casa io dico che invece questo è il vostro giorno – una casa che, se non di mattoni, può essere fatta dalla vicinanza di una persona che dia lo stesso calore – perché prima del signore viene la casa, prima del dominus, la domus, altrimenti non si è signori di nulla. Ci sono case che aspettano signori, ma nessun signore finché egli non raggiunga quel calore, di persona o storia dentro certe pareti.

Vespro alla Cala

La luce cala dal mattino fino a qui
vedi, sul teatro d’acqua
che sarebbe rimasto identico
lo sapevo, davanti al vetro
senza più te nella stanza – ormai
non ti affacciavi da molti anni,
ma scolorendo nella sera
oggi non regalerà albe agli antipodi
perché si china in cuore
e accende un giorno tutto mio,
devia la tua mano d’aurora
nei suoni che ti sentivo
nascere e mi sapevi nascere
standoti sempre vicino e nel canto.

Questo bellissimo pensiero

Di quant’avi chi stai ai casi popolari mi vedo osservato da tutte le persone che affacciano dei balconi, e io veramente non ci do confidenze. Io veramente voglio bene a una che affaccia, che sta di rimpetto la mia palazzina. Pecciò, e cerco di fidanzarmi pecché sto solo, pecché sennò eh, mi disturbano sempre. Io intanto continuo, diciamo noi, a guardarle a tutte queste belle signorine che affacciano, ma però sono scomparsi tutti. Non ci sono più. Non affacciano più. Pecciò, quello che dico io, il mio sogno, forse svanirà, si allontanerà, questo bellissimo pensiero di avere a questa bellissima donna che sono veramente innamorato.

Francesco Tirone, Lo zio di Brooklyn (Ciprì e Maresco, 1995) – da qui

Rimando piovasco

La pioggia lava via e rimanda tutto, impegni giri uscite attentati. Era fissato per oggi? Rimandiamo ché senza gente fuori chi vuoi terrorizzare, daesh, le pozze nelle buche? Un giorno uscì questa notizia, della morte rimandata, e liberi su cittadini liberi iniziarono a preferire la pioggia sempre, anche di sabato che lavasse, levasse tutto via. Girarono voci che altrove col sole la gente era uscita e andata persino in campagna a ballare ridere e scherzare, ma ormai in città per tutti era solo propaganda, il sole un inganno per farci uscire dalle sicure tombe delle case nere e farci fuori tutti, di nuovo, azzerando con la vita incerta la felicità che ci eravamo costruiti sulla difensiva.