Rimastare

Il sole bussa alla portafinestra e fa entrare in cucina le api che volano a cercarmi fiori intorno alla testa, il miele d’autunno è finito ma loro non sono venute per me. Dicono, siamo scappate dai calabroni sul glicine, appena lasciata la casa di cera per trasformare l’oro in primavera (ieri mi hai detto la vita è promessa di vena in miniera). Presto anche noi voleremo sull’onda colore del vino, da questa terra all’altra, isolata da acque metalliche e sale che brucia la faccia alle persone. Sentiremo le loro voci di conchiglia dura alle maree più violente e io avrò un occhio migliore, più forte di adesso, capace di trattenere la pioggia se, partendo di nuovo, una bimba ci parlerà come ha fatto col nonno una sera, chiedendoci ancora un po’ di rimastare.

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3 pensieri su “Rimastare

    1. Carissima Daniela,

      avendo scritto questo testo in momenti diversi, e il passo tra parentesi tempo addietro rispetto al resto, il tuo collegamento mi sta facendo sul serio dubitare che non l’abbia preso – mesi fa – proprio da questo passo esatto di Rilke. E non lo ricordavo più e, in caso, tu hai colto la mia semina restituendomi il fiore. Grazie, e buona domenica!

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