Di questo passo

Stamattina mi sono alzato, sono andato in cucina per fare il caffè e non c’erano più i fornelli. Di questo passo, ho pensato, finirà per tornare il fascismo in Italia, il nazismo in Europa, la grande guerra di nuovo nel mondo: non credevo di dover fare qualcosa per evitare che gli oggetti ormai acquisiti svanissero così, un giorno. Fai montare la cucina agli operai, credi di averla sempre lì per te e invece dovevi fare qualcosa per garantirne l’integrità. Di questo passo, finirò con l’abitare una casa vuota, mi sono detto. Una volta conquistati i diritti, non li avremo garantiti per sempre; una volta sconfitto il fascismo, non l’avremo sconfitto per sempre; una volta detto ti amo, sarà necessario dirlo altre volte. In casa, però, restano ancora nell’aria dicembrina le tracce di nostra nipote che l’anno scorso ha fatto con noi il suo primo albero di Natale. Seguendo quelle tracce, Lucia ha appena finito di vestirlo: siamo senza cucina, ma l’albero c’è anche quest’anno. Forse, quando accenderemo le stelle gemmate dai suoi rami, stasera riappariranno anche i fornelli, ci faremo un pasto caldo e la sorpresa di stamattina sarà stata solo un avviso; un brutto presagio utile a farci agire perché mai si perda l’integrità della nostra casa.

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