Di sismi

Quando ho un terremoto di carne e le viscere mi tremano fino alle braccia sulla scrivania, guardo sempre in alto, naso al lampadario per vedere quanto è bravo lui a stare fermo appeso e di carta: non respira e pure dà luce a comando la sera, come nessuno che tremi di vita propria sulla vita grave della terra è mai capace di fare, incrinato da un buio a mezzogiorno o aperto di sismi la notte.

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