Il silenzio positivo

Non è vero che chi tace acconsente: chi tace sta zitto, ricorda Francesco Nuti. Spiazzante, meraviglioso e vero. Oggi pensavo a un altro detto simile: nessuna nuova, buona nuova, e ho visto chiara l’enormità della cazzata che è. Dare il bene per scontato. Parafrasando Nuti invece nessuna nuova, chissà che succede. Mistero, incognita, silenzio, distacco, lontananza, cecità, assenza, mancanza. Eppure, la fortuna di questo detto sta nella atavica convinzione che scrivere (o comunicare in generale) abbia a che fare più col brutto che col bello: scrivo per sfogarmi, capirmi, lasciare memoria ai posteri, eccetera. Tutta roba allegra, insomma. Crescendo, poi, questa cazzata del silenzio positivo prende sempre più spazio nella convinzione degli adulti che, tra mille pensieri e impegni incalzanti, se vale la pena comunicare qualcosa ai loro cari e amici, danno precedenza alle cose spiacevoli. Come fossero quelle che hanno più effetti su di noi. E ci perdiamo il meglio. Non comunicare il bello, fosse anche minimo, come solo un pomeriggio di euforia in mezzo all’alto mare di una stagione buia, fa dimenticare sempre più innanzitutto a noi stessi che c’è anche del buono. Così lui sparisce dall’orizzonte. Lo sguardo invece va allenato, altrimenti ci costruiamo da soli un paio di occhiali atti a vedere solo una cosa o, peggio ancora, ci abituiamo a parlare del bene in forma esclusivamente concessiva, col perenne sottotesto ma sì, dai, in fondo. Ecco, io voglio cavarmelo dal fondo, tutto il minimo bene che incrocio, raccontandolo ai miei cari. Scrivere a uno di loro che è stato bello vederci, volevo dirtelo, perché spesso – non so perché, ma è così – crescendo ci si tiene sempre più tutto per sé, non solo le cose brutte, ma anche quelle belle. Come fossero scontate. Quando invece si paga sempre a prezzo pieno, eccome, la felicità.

7 pensieri su “Il silenzio positivo

  1. Elisa ha detto:

    Vero….lo sguardo va allenato…
    “ogni cosa è illuminata”.. Ma se chiudiamo gli occhi….è solo buio….
    La tua scrittura allena a vedere la luce….piccole luci nascoste nel buio….grazie

    Piace a 1 persona

    1. Mai dare il bene per scontato. Invece “chi tace”, nel detto che ho preso di mira, tace proprio il bene, la buona notizia, come fosse dovuta o scontata, ed è così che poco a poco sparisce dal nostro orizzonte. Un abbraccio 🙂

      "Mi piace"

  2. Che il bello sparisca dall’orizzonte perché si comunicano solo le notizie spiacevoli mi sembra un’affermazione che non tiene conto dell’esistenza dell’armonia e della bellezza. Certo, perché le si conosca e riconosca, l’armonia e la bellezza devono essere comunicate. Ma esse non risiedono solo nelle cose piacevoli che a volte sono solo stupide leggerezze che nascondono il tacere, che è l’ignorare volutamente la vera essenza delle cose.
    Avendo letto altri tuoi pensieri, so che sei d’accordo con me, ma questo che hai scritto pur avendo un inizio molto interessante si perde nello sconforto dell’ovvietà che confonde il bello con il piacevole e, peggio, con il consolatorio, come sforzo d’ignorare la realtà nella sua totalità che è antinomia, cioè coesistenza del male e del bene, del bello e del brutto, del piacevole e dello spiacevole.
    Allora direi che sarebbe opportuno sottolineare che ogni comunicazione debba saper dosare i diversi aspetti della realtà per giungere a un giusto equilibrio.
    Che poi ciascuno abbia il dovere morale e civile di presentare il bello e l’armonia, è tutta un’altra cosa e dipende da tanti fattori di cui il più importante è, a mio avviso, la cultura.

    "Mi piace"

    1. Grazie per il tuo contributo, Marcello. Vero è che bellezza e armonia non vivono solo nelle cose piacevoli, come dici tu. Ma per raccontare questo altro tipo di positività bisogna sempre aspettare il giusto tempo che ce ne offra la prospettiva, superato il primo gradiente di complessità in cui coesistono bene e male, e di cui spesso inizialmente vediamo solo il negativo. La mia nota si riferisce invece più strettamente al quotidiano, al racconto quasi in diretta sulla potenza delle piccole cose positive, tanto piccole da non avere forse spazio per l’antinomia di cui parli, e perciò stesso fonti magiche di sollievo e gioia possibile: presente.

      Piace a 1 persona

      1. Beh, allora ci riferiamo a due diversi livelli culturali. Quello basso del quotidiano (per intenderci dal barbiere o dal fruttivendolo, quando ci si lamenta dell’aumentato costo della vita o similari) e quello elevato di comunicazione di valori. Personalmente non credo che si possa dialogare senza trasmettere valori e quindi senza dover dire a tutti i costi che tutto va bene. Ma sono punti di vista che non contesto.

        "Mi piace"

      2. Il livello basso del quotidiano mi sta molto a cuore e, per me, non è affatto in antitesi con quello elevato – l’uno, cioè, non esclude l’altro. Direi anzi che si compenetrano, uno illumina l’altro. Con questo, non ho mai voluto affermare che si debba dire a tutti i costi che tutto va bene.

        "Mi piace"

Rispondi a marcello comitini Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...