L’albero del cotone

Capire finalmente nel chiuso liscio delle pareti a cosa servono quegli alberi antipatici e refrattari col tronco tempestato di spine dure, detti alberi del cotone. Capirlo finalmente, come ancora invece resta buio molto altro e, per dirne una, l’utilità delle zanzare. Capire che saranno questi alberi, gli stessi che nei giorni di libertà teniamo ben lontani dai gomiti scoperti camminando nelle ville, saranno proprio loro il primo indirizzo delle nostre corse, finita la quarantena. Capire che usciremo dalle case, volando altezzosi tra le piante solitamente belle, dritti a palmi aperti per abbracciare fortissimo quei tronchi ispidi. Ogni centimetro di pelle spingerà per tutta la lunghezza degli aculei, dalle caviglie alle guance mescolando il sangue alla resina e agli insetti, come una richiesta di scuse e implorando che il dolore ci rassicuri di non stare più sognando. E più dolore sarà, più avremo certezza del vero. Levandoci poi sulle punte, coglieremo tutti i batuffoli bianchi – dai rami più alti a quelli più in basso – per curare ovunque le ferite spogliando il vivente e assimilandone la consapevolezza: la creazione ti ha reso capace di rimediare al particolare male che non puoi evitare di fare agli altri.

3 pensieri su “L’albero del cotone

Rispondi a Elisa Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...