Pezzetti

Si chiude un anno importante come pochi altri. A parte il contagio mondiale di paura e l’ibernazione di ogni vicinanza umana, è nato mio figlio. Al centro della prima ondata, il 30 marzo, il mare si è aperto formando due alte pareti per darci all’asciutto invincibile di una vita in arrivo. Dopo nove mesi, cifra che mette in pari la sua durata intra ed extra uterina come altre due pareti sospese, mio figlio si diverte a stracciare la carta. Per questo gioco, oggi ho recuperato due dei tanti foglietti che, ormai da quasi un anno, stacco ogni mattina dal calendario e conservo per scriverci appunti sul retro. Via il primo, in mille frammenti poi gettati a terra; via il secondo, graziato da pochi strappi ma sempre fatto a pezzi finiti sotto il seggiolone. Ci siamo affacciati a guardarli. Non so cosa provasse lui ma, intuendo ancora la curva di un numero o la lettera di un giorno della settimana, io ho avuto un’illuminazione. Tienili tutti, ho pensato, falli a pezzi e resta solo tu qui, col tuo dentino e mezzo scoperto quando sorridi anche con gli occhi. A quel punto però era l’ora della pappa, e anche questo mi è parso illuminante, giusto: i bisogni primari e la corporeità spazzano via ogni palco favolistico della vita. In fondo, davanti a quegli unici due giorni eliminati dalle sue piccole mani curiose, l’intero calendario era già quasi del tutto sbiadito.

2 pensieri su “Pezzetti

  1. luciatriolo ha detto:

    Salutamelo quel tuo figlio che compie miracoli. Ti leggo e capisco che aveva ragione chi, giusto ieri l’altro, mi insegno’ che esistono nella vita compiti per loro natura poetici e che la paternità è più che mai uno di questi. Hai in serbo per tuo figlio poesie che non saprai mai di avere, poesie a tua insaputa che andranno oltre la vita. Auguri Marco,

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    1. Verranno tempi, come già sono stati, in cui lui potrà ricambiare il tuo saluto affettuoso. Se la poesia è la dicitura di un mistero, allora sì, la paternità è sorgente continua di stupore e lavorio di comprensione mai soddisfatto. Spero ogni giorno che a lui servano davvero i miei occhi sull’invisibile. Auguri di cuore, Lucia.

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