Aspetta

Ho aspettato molto, compreso tanto e ringraziato, ancora aspetto, capisco il mondo ma logora questo, vorrei andare oltre, non so andare né ancora aspettare e, se un giorno arriverà, mi sentirò la settima scelta, di esserci in via fortunosa, non per diritto o per merito, ma darsi importanza da soli è ridicolo, sta a voi, mi avete detto lo sei ma aspetta, così un lavoro e un’attesa, poi una conferma, la conferma e un altro infinito silenzio, nulla ai miei chiesti aggiornamenti, vedo molti passare davanti, non voglio passare, voglio solo sapere, non mi arpionate all’attesa altrimenti aspetto, sappiatelo e sappiate che basta, ormai non sono più, è andata oltre, l’attesa abita ora una pietra, qualcosa risorgerà, ma non sarò più io, né più questo io, avrò il mio nome sul titolo, ma l’ira eclisserà la lusinga: aspettare oltre – e io sono oltre – muta in furie contro le sbarre, in bestie che non vogliono uscire, solo piegare i ferri e poi restare, al riparo dalla pioggia che l’anima ha già traversato da anni, e da lontano le guarda, le bestie sue, nella calma più arresa e totale, scrivendo questi fiumi e sperando che non si leggano, ma siano carezza alle furie in attesa, che è attesa di non uscire.

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