Tutto vero

Aumentano i giorni passati dal taglio improvviso, inaudito, e tutti iniziamo lentamente a sentirci di nuovo: dopo la forte detonazione l’acufene scema ridando corpo e volume alla voce del tempo in cui siamo rimasti e rimarremo. La voce dice: è tutto vero. Quando inizi a sentirla è una persecuzione; a volte sei equipaggiato di faccende, altre volte il pugnale corre senza problemi. Amerei che per gradi questa voce diventasse una compagnia con cui edificare l’altare delle cose più belle, accanto a quello dove è accaduto il taglio. Per quella stessa verità, rendere onore al buono che c’è ancora – e farlo buono vero; alla sua insegna rifare gli indirizzi che avremo da esplorare – e renderli orizzonti veri. Finché un giorno ci accorgeremo della cicatrice sottile di cui sarà anche fatta la nostra pelle, insieme agli altri segni particolari, e saremo semplicemente noi, nell’intero, fatti così. Col tempo, diminuiranno le incisioni e gli agguati al ritorno di questa voce. Alla lunga ognuno avrà l’intero di sé stesso da abitare come un tempio, realizzando di poter dire finalmente di sé e non più d’altro: sono io vero. Tutto vero.

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