Non è pensiero

Era bello poter liquidare tutto denigrando l’ipocrisia nera del calendario istituzionale. Potevo farlo perché ero ancora piccolo. Ora che sono grande, capisco che invece serve fissare un giorno dell’anno per la memoria, anche solo per fare sapere ai piccoli quando recitare la loro nenia: I giorni della memoria sono inutili, io ci penso tutto l’anno. Magari se lo chiedono davvero: ma io ci penso tutto l’anno? Che poi, sarà utile? Pensarci tutto l’anno, intendo. E dopo che ci pensi? Memoria non è pensiero. È sentirli correre ancora nella neve, vederli scappare dalle macerie di Aleppo o in fila disumana per un pasto lungo il gelo di un muro alzato quest’anno – vestiti uguale: di pelle e ossa sottili – ungersi le mani di nafta per farli salire in barca, mentre altri colano a picco.