Il segreto di dicembre

Non c’è affatto vento ma, come si deve, il freddo e tremano le foglie in balcone. Giuro, il basilico trema e non c’è vento: nemmeno lui sa come è durato finora. Fragile e verde, generosissimo. Ma è ancora qua. E oggi ha vinto anche il cielo, riuscendo a non cadere malgrado le nuvole fitte di mezza mattina. Sugli ultimi lumi del rosso, pare che adesso tremino i cornicioni addirittura. Commossi per quello che dura sempre meno e manco è detto che torni domani: la luce e l’asciutto nelle spine del gelo che pure abbiamo tanto aspettato. L’arrivo delle spine è stato accolto dal resto che c’era prima e non è sparito ma ha fatto loro spazio senza sciogliersi in pioggia né spegnersi in uggia. Così le belle e fredde giornate corte a dicembre sembrano dire questo segreto: è possibile avere tutto e pure insieme.

La Terra che brilla

Questo ghiaccio la sera tardi in balcone mi fa credere che la Terra sia più simile qui che altrove alle stelle viste in cielo prima di andare a letto. Lassù, dove pungono gli astri è il gelo più assoluto. Così mi figuro che dove è più freddo artico sia sempre anche più luce riflessa nel cosmo e, da casa mia a quel buio sordo, in queste notti guizzano più vivi i bagliori terrestri.