Carezza fraterna

Con le nuvole sull’intero paese, questo lunedì mattina somiglia a una domenica notte generosa che ha deciso di allungarsi e diluire il giorno dopo, farlo gentile agli occhi per non abbagliare di violente riprese lavorative la testa che ancora pensa a cosa ho sognato ieri, come risolvere spigoli e dolori che seguitano irrisolti rischiando di diventare scuse, nascondigli per non cambiare mai. La caligine di inizio settimana funziona allo stesso modo: cambia poco la notte da cui esce e pare una tregua del cielo, supplemento che smussa il ritorno alla battaglia; generosa più del dovuto, complice immeritata e perciò molto più efficace, vera empatia, carezza fraterna. Oggi nascondersi è lecito come il sole, è giorno ancora tra due mondi, occasione per vedere le cose dall’alto. Respira, fai il tuo e poi torna a dormire.

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Lunedì

Oggi è lunedì e, come poche volte riesco a pensare, si può anche amare il lunedì. Perché a differenza degli altri giorni è lui che inizia le cose al posto tuo, come un genitore che si alza prima per farti la colazione mentre tu ancora valuti i sogni della notte sfumata. Il lunedì mattina non devi pensare tu a cominciare qualcosa, devi solo assecondare l’alba di una settimana nuova. Al lavoro puoi anche farti trovare assonnato, coi grilli della domenica ancora in testa: gli altri, tutti, saranno comprensivi perché anche loro avranno lo stesso torpore e, anzi, da questo retaggio comune sarete più uniti degli altri giorni, come viaggiatori che hanno appena passato la stessa cruna al confine di una terra, prima di perdersi ognuno in zone diverse. Gli altri giorni tocca a te cominciare le cose, confermare un impegno, continuare l’opera e camminare sulle tue gambe, basarti sulla tua sola forza di volontà. Il lunedì invece è questa volontà altra che ti prescinde, ti compensa, ti avvia, ti incoraggia.