Bacato

Chissà quale genio bacato avrà messo in testa a una buona fetta della popolazione mondiale, tanto tempo fa, così lontano da perdersene memoria, il mito del continuo miglioramento di se stessi. Chissà quando il germe letale – illusione pronta a prendersi ex post i meriti dell’inevitabile dolore (procurato e ricevuto) con cui più spesso non si migliora niente, ma si cerca solo goffamente di riconoscere se stessi – avrà attecchito nella prima comunità umana cominciando ad avvelenare ogni discrimine legato a qualsiasi sentimento liminare di accettazione, affinità elettiva e sopravvivenza, persino, per sostituirvi un’idea di estranea edificazione mattone su mattone sui talenti che, per non essere schiacciati e fiorire, bisogna invece toglierseli di dosso i mattoni.