Aspettavo

Aspettavo che piovesse per usare la parola uggia, invece è da stamattina che più di un fitto grigio virato al nero cangiante per il vento lievito di nubi non fa. Niente acqua sulle linee verticali. Così, prima di mettermi a lavoro, forse impietosito, l’amico Zanichelli mi ha fischiato e detto Ùggia, ombra degli alberi che danneggia le piante sottostanti: lo zafferano cresce anche all’uggia | (est., lett.) Ombra: uggia grata nei calori estivi. 2) (fig., lett.) Noia, tedio […] | Fastidio, molestia: che uggia! Da cinque minuti apprezzo molto di più lo zafferano, il suo estratto giallo intenso, impertinente all’uggia. A volte aspettare non serve.