Si chiameranno padri

Tutti i politici dovranno essere genitori di almeno un bambino compreso tra zero e dieci anni. Finito questo periodo abbandoneranno il settore, se non per meriti riconosciuti di onorabilità nel servizio pubblico svolto. E la politica sarà improntata veramente al futuro e alla pace. Nelle aule dei palazzi si parlerà anche di notti in bianco per la fame o gli incubi dei piccoli, di sistema scolastico e importanza degli insegnanti, di comunità nuove che imparano a conoscersi, di rispetto per l’autorità e senso del dovere, di saggi di fine anno e tenerezza, di gite scolastiche e cura dell’ambiente, di pericolosità delle armi e di ogni forma di bullismo, di eredità continuamente aggiornata all’insegna del bene. Sarà così finalmente trasformata l’Italia – e il mondo intero, su questo modello – in una Terra dei figli. Si chiameranno dunque padri e madri, all’occorrenza, non più politici, questi operatori di giustizia e nuovi educatori della casa comune, com’è sempre stato il nome dei più alti fra i politici nella storia: padri fondatori, padri costituenti, padri nobili. È il sogno che ho fatto stamattina, dopo essermi svegliato.

Gira voce

Qualcuno ha detto che nel 2017 sul pianeta Terra non morirà nessuno. Tanto nero è stato l’anno che vira al termine, da gridare desiderio di vita fino alla sua realizzazione massima nell’anno che verrà. Non sarà tre volte Natale, come disse Lucio, ma gira voce che questa imminente epidemia di vita investirà anche il regno animale. Nessuno stambecco inciamperà sulle verticali dei monti, gli gnu uccisi dai leoni si rialzeranno per riprendere la migrazione ciclica insieme alla mandria, nessun cane o gatto lascerà il padrone e i veterinari ne saranno contenti ma solo a metà. L’uomo in guerra, l’uomo delle piantagioni in sud America, l’uomo nei quartieri neri di Napoli, l’uomo chino al duce coreano, continueranno tutti a sparare all’uomo col sangue rosso, quello che si nutre mangiando dalla bocca ed è venuto al mondo da una madre allo stesso modo. Ma appena i cecchini avranno girato le spalle coi fucili svoltando il colabrodo di cemento ancora in piedi fra le rovine di Aleppo, ecco che l’uomo, la donna, il bambino si riavranno da terra. Non ci sarà nessun giornalista a raccontare l’assurda eccezione del 2017, nessuno vedrà arrivare in spiaggia gli affogati col respiro di nuovo sotto il cielo, tutto avverrà senza che anima se ne accorga. Solo alla fine dell’anno prossimo ci stupiremo, ce lo diranno i preti e i becchini rimasti a bocca asciutta, diranno, ma voi uomini tutti dov’è che siete spariti?