L’ultima variante

Il virus è decisamente mutato, con l’ultima variante ha preso sembianze umane: ora si chiama no vax. Le case farmaceutiche hanno già pronto il vaccino, la somministrazione sarà appannaggio del governo non eletto dal popolo e avverrà in forma di decreto. L’iniezione al braccio del corpo sociale conterrà una percentuale di annullamento del diritto al lavoro, una di stigma propagandistico, una di statistiche taroccate, una di “vi alziamo le bollette ma l’importante è la salute”. Possibili effetti collaterali: scomparsa di persone che coltivano il dubbio e violenza immediata sugli ambigui residuali, nella cerchia amicale e in quella familiare; trasformazione delle chiese in ricettacolo virale finché pure loro non vieteranno le messe agli sguarniti di tessera verde. Possibile necessità di un richiamo dopo sei mesi o, con dose maggiorata da una percentuale di mercenari fascisti, nel caso di recrudescenze anticipate sotto forma di manifestazioni di piazza (come espressione di opinione e volontà popolare il diritto di voto ha infatti già perso interesse e credibilità, stando ai dati sull’affluenza alle ultime amministrative, ma non siamo qui per vantarci).

Sugli animali

Ho visto un documentario sugli animali, diceva che hanno paura di venire in città perché l’uomo è violento – non per forza contro di loro, ché anzi le bestie utili le ha già nei campi e negli allevamenti – ma perché potrebbero finirci in mezzo come danno collaterale. E non vogliono prendersi una coltellata mentre passano sotto un manifesto elettorale o una giostra di pugni la sera nelle vie del centro. Tranne i cinghiali, ogni tanto. I cinghiali non li convince mai nessuno a evitare la città, devono sbatterci la testa loro, è inutile. A volte tornano nel bosco con delle storie orribili. Orribili davvero, diceva il documentario – sugli animali.

All’indice

Questo dito che indica la luna non mi convince fino in fondo. La sta indicando perché l’ha indicata un suo collega prima di lui. E poi, perché la indica dopo tutti questi anni che l’hanno scoperta? Finché non gli conveniva non l’ha fatto; anzi, per cinque anni ha scavato per lei gli stessi crateri che ora denuncia. Perché ora gli serve, certo, ma così è troppo facile. Lo fa per puro esibizionismo e per farsi allungare le falangi di qualche millimetro. Molte altre dita sì che l’hanno indicata davvero, curando bene le unghie e piegando le nocche nel modo, nell’ordine e al momento giusto, subito: quei casi sono da rispettare, anzi da prendere a esempio, ma questo, dai. La luna, dici? Che c’entra, quella ci sta solo precipitando addosso. Cadrà in Asia, farà tremare d’argento vivo le montagne.

Formiche

Finché sui giornali usciranno le brutte storie vorrà dire che ancora saranno loro l’eccezione, secondo lo stesso principio per cui un cane che morde un uomo non è una notizia, mentre un uomo che morde un cane lo è, una notizia, mi dice l’albero per farmi stare tranquillo. La resina però oggi non smette di cadere e incolla le formiche una sull’altra, mentre le compagne cercano di non distrarsi dalla fila e rincasare per tempo. Non ho mai sentito di una formica che uccide un’altra formica. Anche questa sarebbe un’eccezione.