Notturlabio

La notte è fucina di passione, che il buio si viva come terra di approdo o buonora di una partenza. Di notte chiudi l’ultima pagina di un libro, l’esame è domani ma un po’ ancora ne hai per stendere sul cuscino le mille intuizioni selvatiche fiorite accanto alle glosse. Di notte ti alzi, domani raggiungerai a vela il capo remoto dell’isola, così incontri al porto gli amici e salpate alle quattro per sottrarre al sole dodici miglia di odissea. La notte fonda scalda il gelo delle passioni nere, ricovera i litigi nella fiacca, dona propositi ai refrattari incalliti. Era notte nell’orto che duemila anni fa dischiuse la passione suprema; notte, quando vagai tra i chiari delle piante e le giare cucite da mio nonno; notte, quando mi alzai con un motivo nuovo ancora nell’orecchio. Solo a notte ci corrispondiamo per quelli che siamo davvero, perciò gli amanti di Wagner la invocano risolvendo in un istante armonico di la bemolle la loro impossibile unione. Se il sogno è più bello quanto più sembra realtà, la notte non imita il giorno e mi nutre passioni che il mondo di fuori, a mezzodì, ha meno luce dell’anima mia.