Inizio

Inizio a tendermi come un arco, per il lancio che avverrà domani verso ora di pranzo: la scocca mi userà forza sufficiente (spero) per atterrare in Norvegia. In serata, dopo cena, faremo un’escursione a Capo Nord. Ulivi, gelsi, cipressi, pini, palme, oleandri e ogni altro spirito verde che risponde sempre al mio saluto prima di andare a letto, non ne vedremo al sole di mezzanotte. Non ci sarà nulla di questo, saremo davvero spostati di pianeta. Staremo a precipizio su una falesia nera di trecento metri alta sul mar glaciale artico. Lo scrivo e inizio già a captare questa bellezza diversa, a prenderne la forma aliena. Lo scrivo e inizio già a contemplare il bianco foglio di cui ho bisogno dopo il forte vivere degli ultimi mesi. Non porterò nessun libro in questo viaggio, sarà la natura sublime e ultima a leggermi dentro. Tornerà poi l’estate familiare e il paesaggio fatto di sabbia, grilli e vigne, come ogni anno. Ma sarà dopo questo passaggio a nord, dopo questo ascolto in purezza, questo inizio che stasera mi costa una corona di tremori.

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