Leda e il cigno

A Pompei giorni fa gli archeologi hanno ridato Leda e il cigno al celeste raggio, all’aperto, come dissepolto scheletro dall’antico oblio. Questi doni del tempo remoto che affiora dalle case rotte, meritarli sarebbe vivere meglio di così, meglio: sarebbe avere una prospettiva fertile di magnifica operosità, che intuendosi già antica muova il presente a occasione di cura sul futuro – veggenza di figli e di tutta la specie, oggi sorda alla guerra comune e sempre più mendìca di morte contro se stessa. La natura farà dei nostri angoli, come ha fatto in passato, vacui teatri e templi deformi. Leda, oggi hanno trovato te insieme al cigno, e come sei bella nel tuo amore scabroso. Domani, qualcuno riavrà dalla terra scavata l’attuale miseria e allora sì – incredibile a dirsi – per moto d’avarizia o pietà, il nostro giorno sarà inestimabile oro ai suoi occhi di pòstero.
Vedessimo oggi noi stessi l’oro che siamo
e ci frana continuamente
di mano.

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2 pensieri su “Leda e il cigno

  1. Elisa ha detto:

    L’oro è difficile da trovare… imprigionato nelle pietre o nascosto nel letto dei fiumi…va dissepolto…liberato…un lavoro duro, paziente, …e tu… tu lo sai fare molto bene.. poi lo sai modellare ad arte, in splendidi monili di parole e pensieri che impreziosiscono l’ anima di chi li indossa…

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